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"Lasciamo che siano i fatti a parlare. Il resto sono chiacchiere e politica, tutte cose da cui voglio tenermi lontano”. Enzo Baldoni

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri". Joseph Pulitzer (1847-1911)

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martedì, 17 luglio 2007, 07:09

Per entrare nella stanza dell'orco non bisogna nemmeno bussare. Si saltano le presentazioni. Nessuna maschera o identità posticcia. Al massimo: un nickname a scadenza. In molti casi neanche quello. Entri e fai i tuoi porci comodi, e anche ottimi affari. Indisturbato. Impunito. Senza pagare un centesimo. Anche se con Internet non sei un drago. Bastano un minimo di dimestichezza telematica e un paio di dritte giuste per accedere gratuitamente alla galleria degli orrori della pedofilia on line. Lì si può mettere in piedi, in quattro e quattr'otto, un mercato nostrano, redditizio. Scarichi, gratis, foto vietatissime, e le rivendi. (...) Per un po' di giorni abbiamo navigato nel mare grande della pedopornografia: per capire quanto fosse diffuso, e quanto fosse facile entrarci. Troppo, in entrambi i casi. Abbiamo conosciuto i pedosciacalli e i pedofili delle chat, quelli che si scambiano materiale non a fini di lucro ma solo per piacere. E i pedofili culturali, certo, la versione sofisticata, solo apparentemente platonica, dell'orco. E poi i pedofili sfacciati, quelli che si mostrano in viso e ti invitano a entrare nella loro "grande famiglia". Quella dove l'amore "non ha barriere", e "i nostri angeli e le nostre ninfe meritano solo dolci carezze". Entrando in queste "grandi famiglie" - sono 256.302 i siti web monitorati dal 2001 a oggi dalla polizia postale, 155 quelli chiusi in Italia, 10.376 quelli segnalati all'estero - abbiamo visto foto e video di bambini e bambine di ogni età. Nudi, seminudi, qualcuno cosciente, la maggior parte no, tutti abusati, ridotti a pupazzi con lo sguardo vitreo dai loro aguzzini. È stato un viaggio nell'orrore, in un nero mercato che prevede anche la morte. I pedofili immettono nel circuito telematico immagini delle loro prede da morte dandole in pasto - a pagamento, fino a 20 mila euro in Europa, molto meno se riesci a scovarle sugli ormai diffusissimi e più economici portali mediorientali, soprattutto iraniani e iracheni o africani - ai maniaci del pedosnuff (snuff, morire). Oppure le fissano sul digitale quando devono ancora nascere.

Paolo Berizzi Repubblica.it La seconda parte dell'inchiesta

postato da latorredibabele · permalink · commenti
martedì, 13 febbraio 2007, 19:58

Si calcola che, in tutto il mondo, siano due milioni e mezzo i bambini sfruttati sessualmente Secondo una stima del Censis in Italia ci sono 21 mila casi di pedofilia ogni anno (e si parla solo di violenze carnali e molestie gravi). Le denunce pero’ sono soltanto 600 l’anno. La giustizia comunque va avanti e sono circa 1000 i processi ogni anno per bambini abusati o maltrattati. Il 35 per cento riguarda bambini sotto i tre anni. Un particolare terribile e’ che in piu’ del 60 per cento dei casi sono stati giudicati colpevoli i parenti delle vittime. Gli abusi, dunque, avvengono in famiglia. La regione dove si sono registrati l’anno scorso il maggior numero di casi e’ la Lombardia, con 157 casi. Seguita subito dopo dal Lazio (121) , Piemonte (72), Sicilia (69), Toscana (65) e via via Campania, Puglia, Emilia Romagna e Veneto. (Fonte: direzione centrale polizia criminale)

Il giro d’affari che ruota intorno alla pedofilia e’ gigantesco. Qualcosa come 8000 miliardi l’anno soltanto con Internet. Ci sono, pensate, 50 mila siti dedicati alla pedofilia in tutto il mondo con 2 milioni di bambini coinvolti e 12 milioni di immagini e foto. Ci sono 40 mila chat-room per pedofili. Oltre al mercato tradizionale, non line, ingrossato da 25 milioni di cassette e cd-room per pedofili. I baby-navigatori negli Stati Uniti sono 25 milioni, cioe’ i bambini che navigano ogni giorno per ore nella rete. Si calcola che fra quattro anni, nel 2005, sfioreranno i 45 milioni. Uno su quattro ha dichiarato di aver esplorato un sito porno. Uno su cinque ha avuto proposte a sfondo sessuale. ) In Italia sono un milione e mezzo i bambini in eta’ scolare che usano il computer (65,4%). Quelli che navigano in Internet sono 350 mila. Il 73% ha dichiarato di navigare da solo, ossia senza adulto vicino. (Fonte: Eurispes)

 

 "Noi siamo fiabe. Siamo fatti di fiabe. I percorsi delle nostre vite possono essere visti come fiabe, cosi’ come le paure da superare, i mostri e le streghe da combattere, le prove da affrontare".

 

Per troppi anni la societa’ ha preferito non vedere, non sapere. Volevamo credere che il lato oscuro, malvagio, malato dell’uomo non coinvolgesse i bambini. Eppure le fiabe, che da sempre accompagnano l’infanzia, raccontano che la vita spesso e’ rischiosa, che esistono orchi e lupi cattivi pronti a sedurre, blandire i piccoli, per poi ghermirli e ucciderli. Negli ultimi tempi assistiamo turbati a una brusca inversione di tendenza: le segnalazioni e denunce delle situazioni di abuso sessuale all’infanzia sono notevolmente aumentate, compaiono forme nuove, tecnologiche e virtuali del problema e probabilmente siamo ancora lontani dal conoscerne le reali dimensioni. Prevenire l’abuso sessuale dei minori significa prevenire tutte le conseguenze a medio e lungo termine che da esso derivano. (Maria Rita Parsi)
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