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"Lasciamo che siano i fatti a parlare. Il resto sono chiacchiere e politica, tutte cose da cui voglio tenermi lontano”. Enzo Baldoni

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri". Joseph Pulitzer (1847-1911)

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martedì, 17 giugno 2008, 09:31
Quella di ieri non è "l'ultima strage". La verità è che "l'ultima strage" non esiste. Ogni tanto accade che muoiano più persone tutte assieme. Ma la morte nel Mediterraneo è un fatto quotidiano, di routine. L'ennesimo SOS è arrivato poche ore fa agli uffici dell'Acnur, l'Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati. C'era una barca in difficoltà in qualche punto del Mediterraneo. Uno dei passeggeri, un somalo, ha telefonato a un parente residente in Italia. E il parente ha chiamato l'Alto commissariato che, come sempre, ha girato la segnalazione alle autorità marittime. "Succede molto spesso", dice la portavoce Laura Boldrini.  segue
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domenica, 20 aprile 2008, 12:26
Tredici stupri al giorno: quasi un arrestato su quattro è immigrato, uno su venti è romeno. Le denunce? In calo. Quelle per violenza sessuale, nel secondo semestre 2007, sono state 2.174: il 12,6% in meno rispetto al semestre precedente. "Ma attenzione - avverte il sociologo, Marzio Barbagli, curatore del "Rapporto sulla criminalità 2007" - solo il 4% delle donne denuncia il suo stupratore". Le ultime violenze di Milano e Roma riaccendono, dunque, i riflettori su un fenomeno spesso sottostimato. Il ministero dell'Interno, ieri, si è affrettato a fornirne una fotografia: nel 2007 sono stati accertati 4.663 casi di violenza sessuale, quasi 13 al giorno. Un dato in leggero calo rispetto ai 4.694 del 2006. Secondo il Viminale, in verità, le violenze denunciate dalle donne sono progressivamente aumentate negli anni: 2.194 nel secondo semestre 2005, 2.279 nel primo semestre 2006, 2.415 nel secondo semestre 2006, 2.489 nel primo semestre 2007. Poi, l'inversione di tendenza: nel secondo semestre dell'anno scorso, infatti, le violenze sessuali sono state 2.174, il 12,6% in meno rispetto al semestre precedente.  Repubblica.it
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giovedì, 01 novembre 2007, 23:05
Dall'inizio del 2007 la Romania è entrata nell'Unione Europea e gli immigrati provenienti da quel Paese hanno cessato di essere extracomunitari. Spesso sono stati coinvolti in fatti di cronaca, alcuni dei quali molto gravi e finiti tra le polemiche sulle prime pagine dei giornali. Quello di Giovanna Reggiani è solo l'ultimo di una lunga serie di eventi delittuosi. Di seguito, i casi principali a partire dall'inizio dell'anno.

7 febbraio. Nei boschi di Roccavivi (l'Aquila) viene trovato il corpo di un pensionato 61enne di Sora (Frosinone), ucciso a bastonate. Vengono arrestati due romeni: una donna che il pensionato pagava per avere rapporti sessuali, e il marito di lei.

7 marzo. A Roma, un omosessuale di 64 anni viene trovato morto in casa, ucciso con cinque coltellate al collo. Per l'omicidio viene fermato un ragazzo romeno di 23 anni.

14 marzo. A Caselle d'Asolo (Treviso) due romeni rapiscono una studentessa di 25 anni chiedendo un riscatto di 50 mila euro. Il sequestro si conclude il giorno dopo.

10 aprile. In una stazione della metropolitana di Milano un romeno uccide l'ex moglie, anche lei romena, accoltellandola alla gola.

26 aprile. Dopo una lite per motivi banali su un vagone della metropolitana di Roma, Vanessa Russo, 23 anni, viene colpita a un occhio con la punta di un ombrello e muore il giorno dopo. Il colpo è stato sferrato da Doina Matei, giovane prostituta romena, che si allontana con una connazionale minorenne. Il 29 aprile le due ragazze vengono fermate in un centro commerciale di Tolentino (Macerata).

2 maggio. In una casa di Mendicino (Cosenza) vengono rinvenuti i cadaveri di due anziani coniugi uccisi a colpi d'ascia. Per l'omicidio viene fermato un romeno, marito della badante delle due vittime.

29 maggio. Una donna di 67 anni viene trovata sgozzata nel suo appartamento a Sant'Angelo di Santa Maria di Sala (Venezia). Per l'omicidio viene arrestata Delia Croitoru, 37 anni, una romena che avrebbe compiuto l'omicidio per vendetta nei confronti del suo ex compagno, figlio della donna.

23 luglio. A Roma, tre romeni uccidono a martellate un loro connazionale, un ragazzo di 23 anni, ne fanno sparire il corpo e poi tentano un'estorsione con la madre, simulando un sequestro di persona.

8 agosto. Alla stazione ferroviaria di Rimini, Dimitru David, 42 anni, romeno, accoltella la moglie e la figlia di 17 anni, che muore subito dopo il ricovero all'ospedale.

17 agosto. A Roma, sulla pista ciclabile vicino all'ippodromo di Tor di Valle, un uomo di 60 anni viene aggredito, colpito alla testa con un palo di legno e rapinato. L'uomo morirà il 5 ottobre, dopo una lunga agonia. Per l'aggressione vengono arrestati due giovani romeni, uno dei quali ha 15 anni.

21 agosto. A Roma, tre romeni aggrediscono il regista Giuseppe Tornatore mentre torna a casa e lo rapinano di telefonino, iPod e portafogli.

28 agosto. Nei boschi di Morterone (Lecco) vengono trovati, avvolti in sacchi della spazzatura, i corpi di Luminita Dan, 17 anni, e Ionela Dragan, 19 anni, giovani prostitute romene, seviziate e uccise.

26 settembre. A Roma, nel sottopasso della stazione Nomentana, un romeno viene ucciso e altri due feriti. La vittima sarebbe stata fatta inginocchiare prima di essere raggiunta da colpi d'arma da fuoco alla testa. Anche gli altri due romeni sono raggiunti da colpi di pistola. Si tratta probabilmente di un regolamento di conti tra organizzazioni criminali romene.
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venerdì, 04 maggio 2007, 21:50
La Terra si fa stretta. Duecento anni fa eravamo un miliardo, oggi siamo piu' di cinque miliardi e mezzo, nel 2050 saremo il doppio. Fra un secolo, al ritmo attuale di crescita, su questo pianeta saremo -pensate- addirittura trenta miliardi di persone. Ci avviamo dunque verso un pianeta senza frontiere. Gia’ adesso a fronte di ogni posto-lavoro disponibile in Europa ci sono 64 persone in lista d'attesa nella sola fascia dell'Africa mediterranea. Un movimento di dimensioni bibliche, un'autentica marea nera, e c'e' chi parla addirittura di un "sesto continente" che dal cosidetto terzo mondo si sposta, in cerca di rifugio, verso i paesi industrializzati. "La societa' di domani - dice il sociologo Franco Ferrarotti - sara' multietnica e quindi anche multirazziale. Dobbiamo ormai capire che il mondo e' diventato unitario e che l'umanita' e' toccata nello stesso momento da tutto cio' che accade”. Il mondo tuttavia probabilmente non e' ancora pronto a questa idea di universalita'. Ecco perche' avvengono episodi vergognosi come il pestaggio di un extracomunitario su un autobus a Ostia o il linciaggio di un nero sulla spiaggia sarda. Oppure come la storia di una giovane donna eritrea costretta a lasciare il posto su un autobus a Roma a un bianco. Quell'autobus e' una metafora: la Terra somiglia sempre piu' a quell'autobus, gremito, soffocante, dove ci si sbrana per quei pochi posti a sedere, dove c'e' la paura che gli altri ci tolgano spazio. Ed ecco dunque  il nuovo razzismo, non piu' ideologico, legato al colore della pelle, ma legato alla lotta per la vita, alla sopravvivenza. Assistiamo anche in questi giorni a spostamenti di profughi da tutte le parti del mondo in crisi. Li ritroviamo dappertutto, anche sotto le nostre case. Li chiamano "i nuovi dannati". Forse dovremmo sforzarci di capire il loro dramma, pur nella consapevolezza che questo flusso va gestito e che vanno distinti gli immigrati “buoni” da quelli “cattivi”. Servono senza dubbio regole ma resta di fondo un problema pratico, oltre che morale: di quegli otto miliardi e mezzo di persone che saremo fra vent’anni sul pianeta, solo un miliardo e mezzo apparterranno al cosidetto mondo civilizzato, tutti gli altri arrivano dai Paesi in via di sviluppo. Come non tenerne conto, pensando soprattutto che il trenta per cento di "noi" sara' vecchio, fuori dell'eta' produttiva? Bisogna insomma abituarsi all'idea di vivere insieme. Non e' difficile. Mi diceva una volta un giovane ingegnere della Costa d'Avorio: "Di solito siamo abituati a vedere le nostre differenze. E le differenze esistono. Ma cerchiamo d'ora in poi di vedere solo cio' che ci unisce”. (2000)
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lunedì, 16 aprile 2007, 23:00

 

Isola di Malta - Canale di Sicilia. Al largo di Pozzallo, gli scafisti maltesi costringono un gruppo di immigrati cinesi a gettarsi in mare. Nove muoiono annegati, sei si salvano. L’ultimo viaggio della morte e’ partito da qui, da St.Paul’s bay, una delle zone piu’ eleganti e visitate della cattolicissima Malta, proprio davanti all’isolotto dove San Paolo naufrago’. Il gruppo di cinesi e’ portato qui con un pulmino, poi le scale e l’imbarco, di notte, come sempre. Neppure due ore di mare e poi la tragedia, l’ennesima. Quando ancora mancavano 15 miglia alla costa siciliana, gli scafisti hanno costretto con le armi i cinesi a gettarsi in mare. L’opinione pubblica maltese e’ scossa, il governo si muove in fretta, la polizia arresta sei scafisti. Due sono sospettati di essere i protagonisti della strage del 31 marzo. Gli altri quattro dovrebbero avere responsabilita’ su altri due viaggi recenti, compiuti il mese scorso: il 3 e il 12 marzo, partiti da una zona piu’ a sud, Marsakala. Lo stesso punto da dove parti’ un altro barcone a giugno sempre con clandestini cinesi, un viaggio che solo per un soffio non si trasformo’ in un’altra ecatombe.

Malta e’ l'unico filtro prima dell'Italia. Dalle sue acque passano le rotte dei clandestini che arrivano dal Nord Africa, dal Mediterraneo orientale, e negli ultimi tempi, risalendo dallo stretto di Gibilterra, perfino dall'oceano Atlantico.  Malta, da sempre il luogo strategico per eccellenza, oggi lo è diventato più che mai nella lotta al traffico di immigrati. Se la sua piccola flotta riesce a contrastare i mercanti di uomini, l'Italia e l'Europa possono trarne sollievo. Altrimenti la situazione a Lampedusa, nelle coste siciliane e calabresi non può che peggiorare. L’ultimo fenomeno di massa riguarda i cinesi. Sono almeno duemila quelli ospitati attualmente sull’isola, arrivati quasi tutti nell’ultimo anno. Un numero considerevole in rapporto a una popolazione di appena 400 mila abitanti. Troppi. C’e’ un’inchiesta in corso all’ambasciata maltese a Pechino: pare che i visti siano rilasciati con troppa facilita’. Sono tutti studenti ma il vero scopo del viaggio e’ poi d’infilarsi in Europa. I cinesi continuano ad arrivare. E a partire. Soltanto negli ultimi mesi sono stati trecento quelli sbarcati clandestinamente in Italia, e altri cinquecento sono pronti a imbarcarsi. Il capo della polizia John Rizzo e’ intenzionato a stroncare il traffico, chiede leggi piu’ severe, intanto sequestra una decina di scafi sospetti. L’offensiva (dice) e’ appena partita. A Malta non vogliono altre tragedie. Ricordano tutti la strage di Natale del 96. Il barcone della morte parti’ da qui, dal porto piu’ a sud di Malta, Marsaxlockk. Il peschereccio si chiamava Yohan. Il mare era grosso. Durante il trasbordo da un ex traghetto della marina inglese, la sigla era F-174, ci fu una collisione, il barcone affondo’. I morti quasi trecento: indiani, pakistani, cingalesi tamil. Il viaggio era stato organizzato dentro questo bar, il Carrubia, da un certo Tony, vero nome Turab Ahmed Sheik, che si e’ sempre vantato di aver traghettato diecimila clandestini guadagnando in pochi anni quindici milioni di dollari. Ora e’ sotto processo a Siracusa per quella strage. Certo, la responsabilita’ per Malta e’ molto alta. Ma il governo e’ deciso a difendere la frontiera europea da quello che si annuncia un vero e proprio assalto. Non e’ facile gestire l’emergenza. A Malta non ci sono solo cinesi. Ma molti africani. Soprattutto somali. Arrivano qui da Mogadiscio attraverso un lungo, infernale viaggio attraverso il deserto libico. Provano ad andare direttamente in Italia, se non ci riescono si fermano a Malta, pronti all’ultimo trasbordo. Incontriamo la comunita’ somala davanti a un locale della vecchia capitale, La Valletta. Raccontano i loro problemi, chiedono solo di proteggere la loro identita’.  Le condizioni degli extracomunitari sull’isola sono due. Mille, come questi somali, sono ospiti dei centri aperti in stato di protezione umanitaria. Trecento sono di fatto detenuti. Non sono criminali, ma sono quelli che sono entrati in maniera clandestina. Stanno rinchiusi in attesa di chiarire la loro posizione. Il periodo per gli accertamenti pero’ e’ troppo lungo, arriva fino a diciotto mesi. Una situazione che provoca spesso tensione. La protesta e’ esplosa a Capodanno. Queste sono immagini inedite degli scontri all’interno degli istituti. La vigilanza e’ affidata all’esercito maltese. La manifestazione pacifica degli immigrati e’ stroncata con grande violenza, suscitando molte polemiche. C’e’ nervosismo sull’isola, si cercano di studiare metodi piu’ efficaci e meno repressivi.

Andiamo a nord, a Chirqana. Ci imbarchiamo per l’isola di Gozo. Dicono che sia la vera base degli scafisti. Nei giorni scorsi in questo tratto di mare e’ stato recuperato il cadavere di una donna. Forse e’ il segno di un’altra tragedia. Gozo, un’isola bellissima e ricca di storia e di leggende (si dice che Ulisse scopri’ qui il fascino di Calipso) e’ una sorta di repubblica a se stante Abitata da gente dura, omertosa. Intenzionata a farsi gli affari propri. Un posto dove il settanta per cento della popolazione possiede due case di proprieta’ ma dove solo il quattro per cento paga le tasse.  Dicono che dopo l’arresto di Tony, il nuovo capo dei trafficanti sia un cinese grasso e basso, cinquant’anni, arrivato da poco qui per gestire gli affari della triade nel Mediterraneo. Lo chiamano il ciccione ma ne hanno tutti paura. Forse sta proprio a Gozo. Di sicuro la polizia ne ha perso le tracce. Il ciccione ha fama di grande crudelta’. Proprio due giorni fa sulla spiaggetta di Ghar Qawla e’ stato trovato il corpo di un uomo. Ucciso con una coltellata allo stomaco. E tutti sanno chi e’  stato.

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