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"Lasciamo che siano i fatti a parlare. Il resto sono chiacchiere e politica, tutte cose da cui voglio tenermi lontano”. Enzo Baldoni

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri". Joseph Pulitzer (1847-1911)

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mercoledì, 04 giugno 2008, 18:34
(segue) Sono almeno dieci le procure italiane, coordinate dalla procura nazionale antimafia, che stanno indagando su questa zona, la costa a meta' fra Liguria e Toscana, considerata un vero e proprio crocevia di rifiuti tossici verso i paesi della cooperazione. In un appunto ritrovato dai genitori sul taccuino di Ilaria Alpi c'era scritto "sei navi". Le navi dei veleni. La giornata del Tg3, prima di essere uccisa, intervisto' il sultano del Bosasa che gestisce quel tratto di costa somala individuato come uno dei dodici siti preferenziali per lo scarico dei rifiuti tossici dalla ditta Comerio. Grandi misteri che s'intrecciano con il traffico di armi che segue spesso le stesse vie. Nei verbali del rinvio a giudizio di Duvia c'e' l'intercettazione di una telefonata fra due tecnici di Pitelli, Roberto Cozzani e Luca Galli, che a proposito di triangolazioni citano la Oto Melara. Ma soprattutto agli atti ci sono le prove di un traffico illegale e sistematico di rifiuti secondo le dichiarazioni di tre testi definiti per sicurezza solo A. B e C. Traffico sistematico. Nel gennaio del 1990 un comandante della marina mercantile inglese segnalo' a Greenpeace che il molo 7 di La Spezia era ormai conosciuto in tutto il mondo come "the toxic berth" il molo dei veleni, punto di carico di rifiuti tossici diretti verso l'Africa. In un dossier presentato da Legambiente in un'assemblea pubblica sono ricostruite le rotte delle ventitre' navi dei veleni scomparse nel Mediterraneo. Molte sono passate o addirittura partite dalla Spezia. La storia sciagurata dei veleni comincia esattamente dieci anni fa, nel giugno del 1987 quando alla Spezia sono imbarcate 200 mila tonnellate di rifiuti tossici, destinazione Guinea Equatoriale. Nello stesso periodo la Rigel partita dalla vicinissima Marina di Carrara per l'ultimo viaggio, affonda il 21 settembre davanti alla costa campana. Venti persone sono processate per naufragio doloso. E poi la Radhost, la Latvia, e la "Jolly Nero", tutte partite tra gennaio e ottobre del 1988 per l'Africa. Il 18 gennaio del 1989 direttamente da Beirut attracca la "Jolly Rosso" con un carico di 4000 bidoni. Per quattro anni e mezzo il materiale tossico e' stoccato alla Spezia poi il 9 luglio del 1993 riparte. Il capitano di corvetta Natale De Grazia, 39 anni, consulente tecnico del pm reggino Francesco Neri, parte il 12 dicembre dell'anno scorso con l'incarico di interrogare proprio l'equipaggio della Jolly Rosso ma alla Spezia non arrivera' mai. L'ufficiale ha un malore durante il viaggio. L'autopsia, eseguita una settimana dopo il decesso e dietro presioni dei magistrat, non conferma l'ipotesi dell'infarto. Il 5 marzo del 1994 arriva alla Spezia dal Libano la "Jolly Rubino" con materiale ferroso proveniente dall'ex unione sovietica, con destinazione Sudafrica. In otto containers e' misurata una radioattivita' di 600 bequerel. Sessanta di quei fusti tossici andranno poi in Austria dopo il transito in Sudafrica. Il 21 ottobre del 1995 fa breve scalo alla Spezia la Koraline prima di Algeri e Marsiglia. Riparte il 5 novembre con 285 containers. E' l'ultimo viaggio. La mattina del 7 novembre affonda fra Ustica e Trapani per un falla. Nei containers anche uranio 238. Il 9 dicembre del 1995 la nave russa "Vjacheslav Shishkov" attracca proveniente dalla Tunisia. Riparte il 12 dopo aver sbarcato containers dove sono trovate tracce di Cesio 137, materiale altamente radioattivo. La storia non è finita. Soltanto un mese fa i doganieri spezzini scoprono al porto un vasto traffuco con i paesi del terzo mondo di "Algofrene 12", un gas nesso al nando dall'Onu perche' considerato uno dei principali killer dell'ozono. L'interrogativo principale che deve sciogliere l'inchiesta e': la discarica di Pitelli era un punto di arrivo o semplicemente un passaggio o addirittura la partenza dei containers con i rifiuti tossici? Certamente da questo stupendo golfo o dai porti della vicina costa toscana sono partite quasi tutte le cosidette navi dei veleni.  Dicembre 2002
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