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domenica, 14 gennaio 2007, 18:21
Catanzaro,24.12.2006
Ho inviato altre volte una mail per segnalare questo “ caso di diritto internazionale” ma fino a questo momento, non ho avuto risposte , forse perché, per il bene di mio figlio, ho denunciato indirettamente il “business delle adozioni internazionali” ed in particolare lo “sporco “business delle associazioni cosiddette onlus che si occupano con grande profitto economico di questo problema.
Nel premettere che sono solidale con la famiglia Giusti di Genova che ha vissuto una vicenda altrettanto drammatica come la mia,vorrei raccontare la mia dolorosissima storia di un’adozione da single di minore bielorusso che non riesce ancora a concludersi positivamente, a causa della burocrazia lenta e contraddittoria, che non tiene conto dell’interesse del minore coinvolto!
La mia vicenda è così complicata e dolorosa, che non sono sufficienti poche righe per far capire gli eventi perché purtroppo, se non si vive in prima persona il problema, non è facile capire il dolore e la violenza psicologica che sta subendo mio figlio, a causa dell’egoismo umano e presumibilmente a causa di “interessi non propriamente umanitari”!
La nostra storia è un esempio di come sia difficile garantire una famiglia a chi è stato abbandonato e vive in istituto in condizioni disagiate e non ha nessuno , nella sua Patria, che si occupi di lui e possa garantirgli un futuro sereno.
Cercherò di essere chiara e sintetica, anche se questa vicenda ha dell’incredibile ed è difficile spiegare per bene e in poco tempo, un caso umano così complesso.
Mi chiamo Annamaria Cuffaro e vivo a Catanzaro;sono una donna single che ha adottato un bambino bielorusso (di nove anni) da più di un anno e precisamente dal mese di settembre 2004 con sentenza di adozione ex art.44 lett.d della legge 184/83, sentenza piena non legittimante con conseguente trascrizione all’anagrafe e acquisto di cittadinanza Italiana (mio figlio è regolarmente munito di passaporto italiano dal mese di dicembre 2004) grazie anche alla collaborazione di parte Bielorussa.
La sentenza italiana è stata pronunciata dal Tribunale per i Minorenni di Catanzaro sulla base del parere favorevole espresso dal direttore dell’internato, tutore bielorusso , in relazione soprattutto al rapporto affettivo intenso instauratosi.
Ho conosciuto mio figlio Wladik circa tre anni fa, quando è venuto per la prima volta in Italia nell’ambito di progetti di accoglienza temporanea di minori bielorussi provenienti dalla zona di Chernobyl, aderendo alla iniziativa di una delle numerose associazioni cosiddette “umanitarie” che si occupano di risanamento climatico; da quel momento è scoccata la scintilla dell’amore e si è instaurato un meraviglioso rapporto ed un forte legame affettivo che ha portato al lungo calvario dell’adozione!
Il bambino entra in Italia nel mese di dicembre 2004 con un progetto di accoglienza temporanea ed il mio legale, notifica la sentenza di adozione con relativa cittadinanza italiana alle autorità competenti ed in particolare al direttore dell’internato di Zlobin (tutore del minore) che ospitava il piccolo Wladik e formalizza al Consolato Bielorusso istanza di riconoscimento della sentenza italiana in territorio straniero.
A questo punto è iniziato un lungo ed estenuante periodo di “pressing psicologico”, durante il quale è accaduto di tutto: Enti, associazioni ed autorità ministeriali si sono attivati per convincermi a riportare il bambino, cittadino italiano, in Bielorussia, perché altrimenti avrei compromesso i viaggi di circa 30.000 minori bielorussi che vengono da noi periodicamente con progetti di accoglienza temporanea.
Nonostante sia in possesso di una sentenza piena ed efficace nel territorio Italiano, nota a tutti i Magistrati Italiani, mi hanno creato molte difficoltà senza tenere conto dei notevoli disagi causati a mio figlio e mi domando perché tutto questo? Non ho violato alcuna legge perché nel mese di Dicembre 2004, corrispondente all’ingresso in Italia di mio figlio, non esisteva alcuna disciplina giuridica tra i due paesi stranieri per il riconoscimento della sentenza.
A seguito delle pesanti e continue sollecitazioni da parte di Associazioni, Enti Autorizzati ed Autorità che si occupano di adozioni e risanamento, su invito formale da parte del Vice Ministro dell’Istruzione della Repubblica Bielorussa, in data 14 Febbraio 2005 sono partita con mio figlio per Minsk e, su consiglio e indicazione di un rappresentante del Ministero degli Affari Esteri Italiano, venivo accompagnata dal Presidente di una Federazione delle Associazioni di Volontariato Italiane per la Bielorussia .
Perché un Presidente che si occupa di accoglienza temporanea in Italia di minori Bielorussi , abbandona famiglia e lavoro per accompagnarmi ad un incontro nella lontana Minsk con un Ministro Bielorusso, per quali interessi “umanitari” occulti ?Preciso che lo stesso, quando sono stata costretta a lasciare mio figlio in Bielorussia, non si è più interessato al mio caso personale ed ha continuato ad operare con successo,nell’ambito dei progetti di risanamento tra Italia e Bielorussia.
Al momento della partenza, comunque,le Autorità Ministeriali dei due Governi garantiscono un immediato riconoscimento della sentenza italiana nella Repubblica Bielorussa con la promessa di risolvere il problema in 15 giorni.
Da questo momento inizia il nostro calvario:dopo solo tre giorni di permanenza in Bielorussia, mio figlio, cittadino italiano, mi veniva sottratto dal direttore dell’internato di Zslobin; l’Ambasciatore Italiano, informato da me dell’accaduto, consigliava di lasciare il piccolo in istituto al fine di non creare problemi alle autorità locali ,ignorando che ogni cittadino italiano va tutelato in paese straniero e soprattutto un bambino indifeso.
Sono rimasta in terra straniera per oltre tre mesi senza poter vedere mio figlio (due volte soltanto e sempre alla presenza di qualcuno e mai da sola); nel primo mese di permanenza è stata espletata e completata la pratica adozionale al centro adozioni di Minsk ma il mio rientro in Italia insieme al bambino è stato rinviato di giorno in giorno senza motivo.
Sono rientrata in Italia da sola e dopo una lunga e dolorosa permanenza di circa quattro mesi; non mi voglio dilungare su quel periodo triste; non ci sono parole che possono descrivere il mio stato d’animo e la terribile ed allucinante vicenda.
In quel paese straniero dove si respira aria di repressione, ho subito “due sequestri” ,vessazioni di ogni genere e ricatti morali!
Posso soltanto dire che la lunga permanenza in Bielorussia, è stata caratterizzata da promesse di incontri e di sviluppi positivi, che di fatto, non si sono mai verificati.
Il ministero degli Affari Esteri mi ha fatto credere di avere salvato 30.000 minori che periodicamente vengono in Italia ed invece ho sacrificato mio figlio che adesso è tenuto come “ostaggio” in un paese straniero e lontano dai suoi affetti, dalla sua casa, dalla sua mamma.
Dal mese di Maggio ad oggi, un continuo susseguirsi di notizie contrastanti: ad Agosto il governo bielorusso mi garantisce che fisserà una udienza per il riconoscimento della sentenza italiana in Bielorussia e richiede a tal fine l’autorizzazione all’ingresso in Italia del minore da parte della Commissione Adozioni Internazionali che la attuale Presidente rilascia tempestivamente nei primi giorni di agosto; il Governo Bielorusso ritiene concluso l’iter adozionale.
Finalmente penso di essere alla fine, ma inspiegabilmente e a causa di meccanismi incomprensibili, i tempi si dilatano io e mio figlio siamo in balìa degli umori dei due governi ; nel mese di settembre il governo Italiano comincia a trattare con le autorità bielorusse perché venga firmato un protocollo sulle adozioni tra Italia e Bielorussia ( le adozioni sono bloccate dal mese di ottobre 2004 e a gennaio una nuova legge del Parlamento Bielorusso ha reso più difficili le adozioni internazionali)
A questo punto il Governo bielorusso fa un passo indietro : il ministero dell’istruzione bielorusso invia un comunicato alla commissione adozione internazionale che io ricevo per conoscenza in cui si fa presente che “il prolungarsi dei tempi della mia pratica adozionale , è dovuto a problemi governativi e l’esame del mio caso è subordinato alla firma del protocollo tra i due governi”.
Insomma la permanenza di mio figlio ,minore Bielorusso regolarmente adottato in Italia e, quindi, cittadino Italiano, viene tenuto come “ostaggio” e “merce di scambio” per la firma del protocollo!
La nostra vicenda umana e dolorosa, viene praticamente strumentalizzata dai due governi ( Italia e bielorussia) è come una palla che rimbalza da un governo all’altro e nel frattempo, io da una parte a cercare di capire e mio figlio, cittadino italiano, trattenuto nella lontana Bielorussia a soffrire senza capire il perché……
Mi domando: come mai il Ministero Bielorusso mi riferisce che l’iter per il riconoscimento della sentenza è pronto ma nello stesso tempo mi fa intendere che l’Italia non ha interesse a tutelare i diritti del minore Italiano e a farmi esercitare il mio dovere di madre? Quali interessi si celano dietro le associazioni che dovrebbero operare per il bene dei minori e non si preoccupano di creare gravi disagi psichici ad un bambino indifeso? Perché il nostro paese non sollecita il rientro del minore italiano in patria e non tutela gli interessi del minore?
Non bisogna trascurare l’aspetto fondamentale di quello che dai tecnici delle adozioni viene definito “ interesse superiore del minore” che in questa vicenda non è tenuto in considerazione, anzi non è affatto contemplato.
La vicenda ha provocato e continua a provocare ingenti danni alla salute fisica e psicologica di mio figlio, che ha già subito per ben due volte il dolore dell’abbandono, una prima volta da parte della sua mamma biologica, ma adesso, quando pensava di avere finalmente trovato una famiglia, ha subito un secondo distacco molto più doloroso e per lui incomprensibile: quello da parte della sua mamma adottiva che naturalmente interpreta e vive come un secondo abbandono.
Egli infatti dalla lontana Bielorussia m’invia continui messaggi di aiuto e continua a domandarmi al telefono e con un filo di voce: “mamma quando vieni a prendermi? Quando riusciremo finalmente a stare insieme per sempre? “
Non so più cosa rispondere …Ci sono migliaia di bambini che soffrono e che aspettano di essere finalmente accolti nelle famiglie italiane che sono in attesa da anni; la cosa più assurda è che non si riesce a capire perché, questa triste vicenda non possa avere una evoluzione positiva e non si riesce ad agire nell’interesse di un bambino che chiede soltanto di essere amato e di vivere finalmente in quella che ormai da tempo considera la sua famiglia ed accanto a quella che egli definisce “ la sua unica mamma”.
Nel corso di questa vicenda sono stata ostacolata soprattutto da Associazioni e da chi evidentemente non opera per il “bene del minore”; ho inviato numerose mail ad istituzioni, associazioni umanitarie ecc. ma non ho avuto risposta alcuna:forse è meglio ignorare che ci sono migliaia di bambini che soffrono a causa dell’egoismo e cattiveria degli adulti e non conviene affrontare un problema così scottante!
Il protocollo tra Italia e Bielorussia è stato firmato nel mese di dicembre 2005, purtroppo mio figlio ancora è in “terra straniera” ed il Ministero degli Esteri italiano non fa nulla per far rientrare in patria un suo cittadino …Perché? Ho avuto risposte evasive e la classica frase pronunciata al telefono da un funzionario che si “occupa” del caso..” Signora la Farnesina sta facendo di tutto…..” !
Viviamo in uno Stato che non tutela l’interesse dei propri cittadini ed in particolare dei più deboli!
Nel nostro paese il caso di una mamma adottiva di un bambino indifeso e fragile che cerca di dare serenità a suo figlio non fa notizia ; è invece di gran moda dare risalto alle madri naturali che in preda alla follia uccidono i propri figli o alle madri che mettono al mondo figli e li abbandonano per strada!
La mia vicenda è stata trattata nella trasmissione di “Mi manda Rai tre “ del 24 Marzo 2006 ma per la verità, non ho avuto manifestazioni di solidarietà e pur essendo, mio figlio, cittadino Italiano, egli è illegalmente trattenuto dal direttore dell’orfanotrofio di Zhlobin dove subisce violenze di ogni genere!
Il governo Italiano mi ha fatto partire per non creare un incidente diplomatico ma non ha fatto nulla per evitare che mio figlio subisca ancora violenze da parte delle autorità Bielorusse e per porre fine a quello che è un sequestro di minore italiano!
Nel periodo di permanenza in Bielorussia, ho subito minacce e ricatti da parte delle autorità Bielorusse e ho regolarmente denunciato tutto ciò all’Ambasciatore Italiano Dott. G. Ardizzone.
In particolare, il 18 febbraio 2005, sono stata costretta con la forza a lasciare mio figlio a Zhlobin e rappresentanti del governo bielorusso mi hanno minacciata dicendomi che se non avessi lasciato nelle loro mani mio figlio, lo avrebbero fatto sparire dal paese ; l’ho lasciato, perché mio figlio con le lacrime agli occhi mi ha detto “ mamma, lasciami qui, altrimenti ci divideranno per sempre e non ti rivedrò mai più “.
Naturalmente non sono una sprovveduta: con il cellulare ho registrato le minacce e sono a disposizione delle autorità giudiziarie e presto queste prove documentali saranno rese pubbliche perché non mi arrenderò finchè mio figlio non uscirà salvo da quel lager!
BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI FARE GLI INTERESSI DEI MINORI E NON DELLE ASSOCIAZIONI CHE SPECULANO SUL DOLORE DELLE FAMIGLIE .
Mi unisco al dolore della famiglia Giusti e spero che anche il mio appello venga accolto.
Comprendo le ragioni che non consentono alla Famiglia Giusti di fidarsi delle rassicurazioni avute dalle autorità Bielorusse circa la sorte della bambina se dovesse rientrare in Patria.
In effetti, la mia vicenda evidenzia come io abbia mal riposto la fiducia nelle autorità Bielorusse ; il 14 Febbraio 2005, il Vice Ministro dell’istruzione Bielorussa mi aveva garantito per iscritto un riconoscimento della sentenza italiana in 15 giorni e naturalmente io avrei seguito la procedura in Bielorussia tenendo insieme a me il bambino.
Tutto ciò non si è verificato e mio malgrado, devo ammettere di avere commesso un grave errore a fidarmi delle “ garanzie” dato che ad oggi, non si è avuta una risoluzione positiva del caso
Una ulteriore considerazione va fatta: come mai non c’è la volontà da parte dei due governi Italia e Bielorussia per risolvere il grave incidente diplomatico creatosi con il sequestro forzato di mio figlio, cittadino Italiano, forzatamente “ospite” in un internato bielorusso?
Il governo Bielorusso, (soltanto allo scopo in seguito di sottrarmi il bambino una volta accompagnato in Bielorussia) alla presenza di autorevoli rappresentanti dello Stato italiano, mi aveva dato formali garanzie a sigla del Ministro dell’istruzione Bielorussa, affinché la mia adozione fosse riconosciuta anche in territorio bielorusso in brevissimo tempo ( circa 15 giorni); questa è stata la motivazione per cui sono stata costretta a partire il 14.02.2005 e ad oggi mio figlio è ancora in bielorussia in orfanotrofio a subire violenze psicologiche e di altro genere.
Le autorità Bielorusse hanno sempre “raccomandato” che non denunciassi certe scomode verità perché altrimenti non avrei più rivisto mio figlio e di fatto non lo vedo da 19 lunghissimi mesi!!!!!!!
Tutto quanto scritto, è stato da me regolarmente denunciato a S.E. Ambasciatore Dott. G. Ardizzone alla Ambasciata Italiana di Minsk ma ancora nulla di fatto!
La presente si unisce al dolore della famiglia Giusti e di tutti i bambini indifesi che subiscono violenze di ogni genere e vuole essere l’appello di una madre disperata che cerca di riabbracciare suo figlio e salvarlo dall’inferno!
La Stampa si è occupata del caso ed è stato scritto un articolo sul " Il secolo XIX" il 15.09.2006 e sul " Il Giornale" il 23.09.2006.
Sono stata ospite della trasmissione "Piazza Grande" il 27.09.06 e nella trasmissione " L'antipatico" andata in onda il 04.10.2006 , sono stata intervistata dal Dott. Maurizio Belpietro ; il 09 .11.06 è stato trattato il mio caso durante la trasmissione “Formato Famiglia” trasmessa da SAT 2000 ma la mia domanda è sempre la stessa :il Governo italiano cosa ha fatto e cosa sta facendo per tutelare un minore che è comunque cittadino Italiano?
Anche mio figlio al telefono mi dice "mamma quando rientrerò a casa nostra in Italia?
Non è facile sentirlo al telefono; le nostre telefonate sono controllate e non gradite :“purtroppo viene impedito ad una madre di occuparsi di suo figlio e ad un bambino di sentirsi amato e protetto”!
Questo vuole essere un appello alla legalità ed un appello di una madre che vuole soltanto riabbracciare suo figlio!
Adesso si fa grande rumore perché una single ha adottato un minore bielorusso e ha ottenuto l’adozione ( per come lei stessa ha dichiarato alla stampa) di un minore con il consenso delle autorità bielorusse che in questo caso hanno “velocizzato” la sua pratica ;mio figlio è adottato da circa due anni con regolare sentenza e relativo decreto di idoneità ( i miei documenti sono a Minsk dal 2004 ) è cittadino Italiano ed ancora è in bielorussia e mi viene da pensare : IN ITALIA NON ESISTE TUTELA DEI MINORI E CI SONO MINORI DI SERIE A E MINORI SERIE B!
La cosa più assurda è che io ho una sentenza di adozione dal 2004 ed un decreto di idoneità internazionale richiesto dalla bielorussia ed altre, single come me, avendo ottenuto il decreto di idoneità nell'anno 2006, ( anno in cui le autorità Bielorusse hanno richiesto alla Presidente della Commissione adozione internazionale il relativo decreto di idoneità internazionale)in tre mesi hanno ottenuto dalla Bielorussia il minore in adozione!( Mio figlio è cittadino italiano dall'anno 2004)
E' legale tutto questo?Si se ad occuparsi è un ente autorizzato che ha sempre ostacolato la mia adozione ( ho le prove di quanto affermo ed i relativi documenti sono in procura) e ne ha favorito altre perchè c'è un “ interesse e legame particolare” con i rappresentanti del governo Bielorusso in Italia
Intanto Wladik,contro il suo volere, è stato affidato temporaneamente ad una famiglia bielorussa, nonostante abbia un regolare passaporto italiano ed una mamma adottiva italiana!
L’ambasciatore Bielorusso in Italia A. Skrypko mi ha caldamente “raccomandato” di non intraprendere una azione legale internazionale, perché altrimenti rischierei di non vedere più il bambino…ma mi domando ancora “quali interessi si celano dietro questa dolorosa vicenda?
Il quotidiano “Repubblica” ha pubblicato il 31.12.2006 a pagina 39 una mia lettera “ Mio figlio wladik, sottratto con l’inganno” e mi auguro che il mio appello di madre venga accolto da più parti affinché Wladik possa essere finalmente liberato!
E’ STATO IL SECONDO NATALE PER WLADIK LONTANO DALLA SUA MAMMA E SENZA L’AMORE DI CUI HA BISOGNO! Annamaria Cuffaro
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